Cosa vuol dire essere immaturo nel più ampio concetto d’immaturità?

Senza voler prendere in esame casi eclatanti d’immaturità, dovuti sia alla giovane età che alla presunzione in età adulta o matura, l’immaturità, in senso lato e generalizzato, potrebbe essere di colui che si ferma al dettaglio, perdendo sistematicamente il quadro complessivo. Ho osservato recentemente il comportamento di una persona che nel prendere appunti si ferma alle maiuscole, al rispettare una riga per volta, alla bella calligrafia, al rispetto di tutte le regole ortografiche, trovandosi ovviamente indietro nella trascrizione dei concetti che non sono stati recepiti. Quindi ha perso tempo nell’illusione che la vita sia eterna. E’ solo un caso per farne esempio. In genere l‘immaturità corrisponde sempre a:

– una visione parziale degli eventi;

– un giudizio affrettato e non meditato;

– delle risposte più schizzose e infastidite che realmente opponendo altre idee in contrasto o confronto.

L’immaturità si conferma, oltre a una visione limitata anche quale frutto diretto di una scarsa profondità di carattere e di studio. Per studio non si vogliono qui intendere gli anni di scuola ma la meditazione sui libri, espressa in anni, che sola allena il cervello a capire di più per vedere di più e infine sentire di più. Solitamente si va a scuola per questo ma non è scontato, potrebbe essere condiviso anche un profondo e intenso percorso da autodidatta. Certamente l’immaturo è colui che pensa poco, ha visuali ridotte, non collega azioni con conseguenze. E’ anche la condizione solita di quando si osserva un giovane o una ragazza. Il primo pensiero che emerge dalla giovane età è per un essere incompleto, che si realizzerà nel corso degli anni, ma certamente avvolto nell’immaturità che si caratterizza nella gioventù (fino agli anni 24-26).

Da questo ragionamento sull’immaturità è possibile partire nel considerare i litigi tra persone, nella coppia, tra amici, tutti atti di degenerazione che trovano nel dettaglio (più o meno importante) la “scintilla” per danneggiare un rapporto. Ebbene questo perdere il quadro di riferimento generale, credo sia il vero segnale di un’immaturità latente/palese che produce danni.

Concludendo, è possibile considerare immaturo quel comportamento che perde di vista il significato e il senso dei rapporti (professionali e umani) per limitarsi al singolo fatto, riconoscendogli una valenza esagerata dalla quale trarre ulteriori giudizi e atteggiamenti (logicamente errati).