L’EXPO si è rivelato un fallimento!

Ascoltando con interesse 50 miei studenti in rientro dall’EXPO e 6 diversi insegnanti emerge un quadro sconfortante su questa manifestazione. Tutti sono unanimi nel definire i padiglioni belli sotto il punto di vista architettonico. Il problema nasce quando si entra dentro perché non c’è nulla. Il nulla persegue ogni passaggio successivo. Nulla di concreto o di tangibile. La fiera sui problemi alimentari, appunto l’EXPO non offre nulla di cibo (anzi il costo dei ristoranti è proibitivo). Al contrario sono presenti grandi foto, specchi, giochi di luce ma….null’altro. l’EXPO è vuoto! Com’è possibile una cosa del genere? Sono stati spesi fondi ingenti e sopportati tanti scandali, mobilitate le menti più eccelse del paese per avere alla fine un risultato così modesto, scarso e insignificante?

Correndo ai ripari molti dicono che entrando alle ore 19 (l’EXPO chiude alle 22) si paga solo 5 euro in luogo dei 32 normalmente chiesti. E’ vero ma il padiglione della Cina (tanto non c’è nulla al suo interno) chiude alle 21 e così molti altri, per cui si entra in una dimensione architettonicamente valida ma vuota!

Sul piano dei costi si dice che nei ristoranti presenti all’EXPO un bicchiere di vino alla Coop costi 2 euro come una bottiglia di acqua mezzo litro. Un panino 7 euro, un calice di vino Franciacorta 10 euro. 3 persone hanno mangiato (assaggiato) qualcosa al ristorante più economico (quello argentino) pagando 76 euro per alzarsi con la fame. Peggio sarebbe stato nel ristorante spagnolo. Impossibile al ristorante giapponese con 117 euro per 2 persone. Con prezzi di questo tipo siamo alla truffa!

Tornano in mente le affermazioni del renzi, quello non eletto da nessuno facente funzioni di Presidente del Consiglio dei ministri,  quando ha affermato: aprendo l’EXPO si apre per l’Italia una nuova stagione. Questa sarebbe la nuova era dell’Italia, quella dell’inconcludente, dell’appariscenza e del vuoto?  No forse questa sarà l’immagine del pd ma non quella dell’Italia. Qui qualcosa non funziona e serve rivedere un intero impianto concettuale che si rivela sempre più errato. Intanto cosa gli diciamo ai turisti?

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