Gli Occidentali (Europa dell’Ovest, Nord America, Australia e Nuova Zelanda, in tutto 710 milioni di persone su 7 miliardi d’abitanti del pianeta Terra) sono degli eterni insoddisfatti avendo torto. Perchè viviamo in un popolo d’insoddisfatti viziati? Quest’argomento rappresenta la lezione numero 1 di un corso di macroeconomia in sviluppo ai miei studenti.
Considerato che l’argomentazione viene sviluppata in ambito accademico, non può limitarsi ad aspetti a sfondo morale, ma necessita di una seria se non severa dimostrazione, nel rispetto del rigore scientifico.
Ecco i dati da studiare. Quando si forniscono delle informazioni, il primo passaggio è la verifica della fonte che in questo caso è molto autorevole. L’autorevolezza si misura con il distacco di chi diffonde l’elaborazione dalla gestione della problematica.
Nel caso specifico chi ha diffuso questi studi è un centro di ricerca universitario olandese. Qui negli Stati Uniti ci sono altrettanti fonti di grande autorevolezza ma, per l’occasione, è stato appositamente scelto un ente del continente europeo.
Il sito Web a cui far riferimento è il seguente: https://www.rug.nl/ggdc/historicaldevelopment/maddison/releases/maddison-project-database-2023?lang=en.
Si prega di prendere visioni di queste elaborazioni dove per GDP, in lingua straniera, inglese, si vuole intendere il PIL pro-capite. Tralasciando quanto questo valore sia (40mila scarsi per l’Italia, 100mila per la Svizzera e 12mila per la Cina comunista) si studi in questa grafica lo sviluppo in senso assoluto.
Dalla prima proiezione emergono delle sintesi molto delicate per cui:
- per mille anni il benessere delle persone è rimasto pressoché costante;
- si registra una novità solo negli ultimi 200 anni e in particolare dal 1950 (ultimi 70 anni);
- domanda: che cosa ha fatto “l’Uomo” per 800 anni e oltre?
- non è finita: si noti come lo sviluppo è fortemente ritardato per un certo gruppo di Nazioni e comunque molto contenuto rispetto a quello occidentale. La domanda da porsi è “perchè”? Una possibile risposta risiede negli aspetti culturali;
- dettaglio particolarmente inquietante: lo sviluppo si conferma per soli 70 anni su 1.000, neppure il 10% dell’intero periodo considerato, il che conferma la sua perfetta reversibilità. Detto in termini più precisi, non sta scritto da nessuna parte che le tendenze e stili degli ultimi 70 anni siano definitivi e perpetui nel futuro.
Il secondo grafico è ancora più nitido relativamente a una serie notevole di Stati che non fanno parte dello sviluppo. Guarda caso si tratta di Nazioni che appartengono al continente africano. Nessuno affermi che è colpa degli Occidentali per questo ritardo di progresso, perchè quelle popolazioni sono autonome dal 1960. Perchè ad oggi, interi Stati non sono riusciti ad inserirsi nell’era del “progresso”, rischiando di rientrare nella prossima stagione di stagnazione? E nonostante ciò gli Occidentali si lamentano ancora!
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