Gen. Luigi Cadorna, comandante delle truppe italiane nella prima guerra mondiale dall’inizio delle ostilità contro l’Impero Austriaco nel maggio 1915 fino alla disfatta di Caporetto nel 1917. Su questo personaggio, studiandone le gesta, i comportamenti e le azioni, ci si trova con valutazioni storiche completamente e totalmente opposte! e’ terribile studiare la Storia in simili condizioni. Probabilmente il primo conflitto mondiale ancora non appartiene alla Storia perchè gravido d’importanti sbandamenti in un senso come nell’altro.
Reduce da 2 libri di storia della prima guerra mondiale dedicati al fronte italiano, s’approda in terza lettura ad un totale stravolgimento della narrazione ed analisi.
In particolare e come noto in quanto già pubblicato in precedenti studi:
a) il primo testo di studio è stato “Caporetto” dell’Alessandro Barbero. Un libro che non ha per nulla soddisfatto in quanto incapace di spiegare. Il Barbero racconta soltanto lasciando il lettore o studioso pieno di “perchè”;
b) il secondo rappresenta una vera e propria “imboscata” per il lettore italiano. Un testo così offensivo e inutilmente razzista verso l’Italia! Il riferimento è al libro “La guerra bianca” del Mark Thompson. Un qualcosa d’osceno per noi italiani.
Entrambi questi “libri” sono sia acidi sia particolarmente irritanti verso il Generale Luigi Cadorna.
c) al momento è allo studio la “Storia della Grande Guerra sul fronte italiano 1915-1918” di Gianni Pieropan. Si tratta di un’opera di un patriota. Gia con tale presentazione cambia completamente lo scenario ma anche il giudizio che l’autore offre del Gen. Luigi Cadorna.Â
Con parametri di questo tipo pur nel totale rispetto verso Pieropan e nel gradire la sua conduzione narrativa resta comunque un “disagio”.
Possibile che la Prima guerra mondiale, accaduta e sofferta oltre un secolo fa, si presti ancora a giudizi di parte motivati da razzismo o ideologia?
Si conferma come lo studio di questo grande evento storico abbia una proiezione sull’attualità . S’osserva come delle bellissime idee abbiano prodotto un disastro immane. In queste belle idee si pensa all’Unione europea, l’euro, la globalizzazione e la costituzione della Repubblica Italiana.
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