Fascismo e sua corretta definizione in quanto tutti criticano quest’evento storico, ma pochi ne sanno argomentare. Quanto qui scritto (suggerito) va incontro a coloro che hanno bisogno di giudicare senza sapere.

I nuovi studi sul Fascismo emergono dalla recente lettura-studio del testo d’Alessandro Barbero dal titolo “Caporetto“. Barbero narra, ma non spiega. Per supplire a questo difetto d’impostazione, la ricerca è proseguita approdando naturalmente al Fascismo. L’autore di riferimento al momento è Renzo De Felice, ma presto si potrà accedere alle più consistenti e profonde analisi pubblicate da Emilio Gentile.

Prima di tutto: che cos’è il Fascismo?

A pagina 166 del libro “Mussolini il fascista. La conquista del potere 1921-1925″ scritto da Renzo De Felice per l’editore Einaudi, serie Tascabili l’autore scrive: ….poichè il fascismo era assoluto relativismo e s’opponeva sia al capitalismo sia al proletariato in quanto interessi e “giustizie” egoistiche….

Meglio ancora a pagina 158: “In quanto rivoluzione degli strati borghesi intermedi che si sentivano accerchiati e minacciati da tutte le parti, il fascismo era per i più dei suoi membri un movimento di rinascita morale e materiale che s’opponeva, sul terreno sociale, al capitalismo e al proletariato in quanto forze egoistiche”.

Analiticamente i passaggi sono così sintetizzabili:

  • Antonio Gramsci, protagonista al Congresso di Livorno del Partito Socialista della scissione del 1921 e conseguente nascita del Partito comunista, previse che nel Novecento le più classi sociali si sarebbero ridotte e accorpate; in questo modo ci sarebbero stati solo ricchi e lavoratori. Gramsci si sbagliò! Nel Novecento le classi sociali s’espansero e determinarono anche delle sotto-classi di piccoli borghesi (commerciati e imprenditori di modesto livello);
  • queste sotto-classi vollero conquistarsi uno spazio tra chi li voleva schiacciare: social-comunisti con le loro necessità e bisogni e il capitalismo disumano ed esasperato sensibile solo al guadagno;
  • la lotta delle sotto-classi si chiamò fascismo come atto rivoluzionario;

  • questa rivoluzione ebbe 2 aspetti: il primo di natura agraria (molto violento) e l’altro cittadino (ugualmente di contrasto al social-comunismo e all’alta borghesia, ma non come quello nelle campagne).
  • l’aspetto politico del fascismo ebbe anch’esso 2 anime: parlamentare/politico con Benito Mussolini e quella nazionalista/passionale con il “Comandante”, Gabriele D’Annunzio.

Quanto qui scritto rappresentano i primi appunti su 200 pagine studiate delle 740 del volume di De Felice.


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