Esercito russo in Ucraina dal febbraio 2022.
Le perdite sono sintetizzate, al 28 ottobre 2025, a quanto indicato nella tabella posta come copertina a questa riflessione.
Con un milione e centomila uomini in meno, 11 mila carri armati distrutti e un’infinità d’altri mezzi e risorse non più disponibili, la Russia starebbe vincendo la guerra? E’ possibile, ma il costo è così elevato d’annullare ogni effettiva convenienza.
La Russia vincerà? Francamente, con questi numeri ha già perso.
Il ragionamento però non può limitarsi alla sola vincita territoriale o perdita senza considerare gli effetti interni alla nazione russa. Con un livello di distruzione così esteso, l’attuale classe dirigente dovrà essere cambiata e il dittatore russo, il KGB Putin, non ha scampo. Non aver scampo vuol dire difficilmente morire di vecchiaia.
Di fatto ci sono concrete possibilità di una pulizia interna al Governo russo opposte all’attuale dirigenza da ritenere particolarmente concrete.
Senza queste perdite non sarebbe stato possibile immagine un forte movimento di contrapposizione interna al dittatore Putin, ma da adesso in poi è saggio attendersi un’evoluzione interna alla Russia tale da modificare gli scenari ai quali siamo abituati.
Chi potrebbe prendere il comando in Russia? Non si sa. Sapranno gli stessi russi liberarsi del Putin? è ipotizzabile. L’esercito russo rappresenterà la prima scintilla della dissoluzione del sistema di potere del Putin? è credibile.
Recentemente il ricercato Putin ha dovuto modificare i vertici militari per un caso d’estesa corruzione o almeno così è stato presentato il cambio al vertice. Probabilmente non s’è trattato di nessuna corruzione quando dissenso interno.
Per noi che vogliamo ragionare sulla concretezza, non resta che analizzare dato per dato, relativamente alle perdite dell’esercito russo, ammesso che le informazioni siano reali (la fonte è Ucraina). Per quanto il numero delle perdite rosse-russe possa essere deliberatamente gonfiato (come fa Hamas sui morti a Gaza) di quanto potrebbe essere la sovrastima?
In ogni caso rappresenta un numero grave per la stabilità della Russia d’oggi.
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