Esaltazione del solo istinto in luogo del pensiero: questo è il cancro che consuma la stragrande maggioranza dei contemporanei.
Basta guardare la gente che s’incrocia per strada: praticamente tutti hanno in mano un telefono senza fili (cellulare). Che ci fanno con il cellulare queste persone? comunicano senza pensare! Ecco il punto. L’uso indiscriminato del WEB ha indotto una società superficiale a vivere di “titoli” anzichè contenuti e in ciò ha giustificato il superficiale offrendogli delle motivazioni per restare ignorante.
Il superficiale è “informato” senza aver capito (non ha letto oltre il solo titolo).
In realtà il superficiale/ignorante è reduce da una scuola che lo ha solo informato senza formarlo e questa è una responsabilità da imputare allo Stato. Vuol dire prendersela con i Governi degli ultimi 25 anni. Si tratta di un esecutivo che non ha licenziato quei docenti che hanno rinunciato al ruolo d’esempio e formazione. La mancanza di licenziamenti nella scuola pubblica è la fonte della crisi di quest’istituzione che rinuncia alla missione che deve assolvere nella società.
Altro “crimine” del WEB è l’aver ucciso l’attitudine a leggere il quotidiano, quello fisico e di carta che toccandolo, sottolineandolo, tagliando gli articoli rilevanti, offre occasioni di pensiero per procedere successivamente al libro. La mancanza di stampa, nella popolazione, ne allarga l’ignoranza.
Cosa vuol dire essere ignoranti? Semplice! tradire il coniuge per il gusto di farlo, divorziare (siamo al 42% di divorzi nella coppie sposate come indica l’ISTAT e forse al 60% d’abbandoni nelle coppie non sposate che convivano a livello di “compagni-compagne”) e non essere capaci d’educare i figli. Essere ignoranti vuol dire percepire l’esaltazione dell’istinto al posto del pensiero organizzato. Non si vuole qui tornare alla sterilità del positivismo combattuto dal romanticismo, ma ad un pizzico di meditazione e ragionamento oggi difficile da trovare.
La crisi dell’Occidente nasce da una popolazione superficiale che non legge, non è stata formata, ed è vittima dell’esaltazione dell’istinto.
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