Erodoto, V° secolo a.C. cultura greca, autore di “Storie” un libro di 9 libri (capitoli). Un’opera di 850 pagine nell’edizione Rizzoli “I grandi classici”. Nello stesso volume della BUR Rizzoli, a seguire, nello stesso volume, anche Tucidide “La guerra del Peloponneso” un libro di 8 libri (capitoli), altre 700 pagine.
I due autori, Erodoto e Tucidide rappresentano entrambi, nell’ambito del “ciclo storico”, il V° secolo avanti Cristo.
Lo stesso ciclo si struttura su:
- Erodoto dedicato alle vicende dei Persiani narrando un secolo. Lo storico visse tra il 484 a.C. e il 431 ovvero una vita di 53 anni all’incirca;
- Tucidide concentrato sulla guerra tra greci (Peloponneso) vissuto tra il 460 e il 400 a.C.
- Senofonte che prosegue sulla via tracciata da Tucidide;
- Timeo;
- Polibio, il più insigne storico dell’era ellenistica.
Ciò che conduce alla lettura e riflessione su Erodoto e Tucidide, a distanza di 2.500 anni è il bisogno di un ritorno ai classici. Dopo anni e anni di sintesi e riferimenti manca la base, il contenuto sul quale costruire tutto il resto. La netta sensazione è che stiamo vivendo, insegnando e discutendo di sintesi non di concetti.
La superficialità dell’era passata, la globalizzazione, ormai sorpassata da una nuova stagione il cui nome non è stato ancora dato (nazionalizzazione, regionalizzazione, localizzazione o concetti similari) s’è basata sulla sintesi di un pensiero mai sviluppato (parafrasando Zigmunt Bauman).
Ciò che colpisce in Erodoto tra il primo e il secondo libro (al momento lo studio s’è spinto solo fino a pagina 300 sulle 850 necessarie) è la crudezza d’alcune scene e il ricorrente richiamo ad aspetti sessuali. Probabilmente l’autore ha voluto, giustamente, includere la sessualità nella normalità degli atti umani senza in questo rincorrere argomenti per attirare l’attenzione del lettore.
Non è finita. L’infinita crudeltà narrata potrebbe essere quella dell’umanità prima di Cristo; è possibile che il cristianesimo abbia concretamente modificato gli atteggiamenti degli umani.
Nei prossimi studi, che verranno qui pubblicati, si citeranno fatti di un’inaudita crudeltà.
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