Economia internazionale la o le trappole! Vuol dire che questa materia impone dei sentieri di riflessione che non sono per nulla abituali motivo per cui vanno capiti e applicati non con logica, ma seguendo la dottrina; ciò implica che la materia soffre di problemi di base molto importanti.
Un esempio tra tutti. Quando David Ricardo, a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, ipotizzò il vantaggio comparato per stabilire le basi del commercio internazionale, si riferì a Nazioni dello stesso standard culturale e religioso. Non si può fare una colpa di ciò al Ricardo del Settecento.
L’applicazione pratica del pensiero d’allora, per quanto rinnovato nel 1935 dagli studi del teorema di Eli Heckscher e Bertlin Ohlin, due studiosi svedesi a cui s’aggiunse successivamente l’economista statunitense Paul Samuleson, pervennero al teorema noto come Teoria della dotazione dei fattori produttivi, ebbene in tale prospettiva non è mai stata considerata la diversità culturale nell’atto produttivo come già Max Weber analizzò nel 1905.
Detto in altri termini, la teoria non funziona all’atto pratico comportando povertà, se non si economicamente e politicamente “forti” e capaci di proteggersi con dazi al commercio internazionale.
Chiarito che la teoria poggia su premesse errate, attualmente in fase di correzione cancellando la stagione globalizzata (dal novembre 2001 al febbraio 2023) e l’introduzione di dazi (2025) si deve far molta attenzione alle regole imposte dalla dottrina.
Ad esempio; sia dato il paese A ricco di capitale (K), pari a 100 e lavoro (L) per 50.
Quindi il paese B con una dotazione di K = 30 e di L = 10.
La domanda è: Quale tra i 2 paesi è più ricco di K e quale di L?
Naturalmente verrebbe da dire la Nazione A, ma qui ci si scontra con la dura imposizione che la materia impone.
IN ECONOMIA INTERNAZIONALE NON SI DEVE MAI STUDIARE LA SINGOLA DIMENSIONE (lo Stato A o B) ma in relazione tra loro. Ne consegue che per capire chi ha più K è necessario:
a) svolgere un rapporto tra il K di A con il L sempre di A: pari a 2 (100/50)
b) fare altrettanto per l’altro Paese per cui s’ottiene 3 (30/10)
Ne deriva che è la Nazione B ad avere la maggiore dotazione di capitale!
La foto di copertina è dedicata al premio Nobel Paul Krugman, professore d’economia americano, vivente, forse il punto di riferimento più autorevole al momento in dottrina.
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