Derivata della funzione di produzione: ci sono sempre problemi di calcolo!
Questo studio è pubblicato perchè gli studiosi e allievi sul tema si trovano sistematicamente a disagio. In particolare sono stati notati due problemi:
a) data la funzione di produzione: f = (L,K) 4L elevato a un mezzo e K elevato a un mezzo;
b) è richiesta la combinazione più economica/efficiente, tra fattori produttivi. Serve il saggio marginale di sostituzione!
c) per seguire tutti gli aspetti qui trattati, è necessario studiare gli allegati. Comunque, il primo problema sofferto è per quel numero 2, elaborando la derivata della funzione di produzione, che compare sia a numeratore sia a denominatore. Spontaneamente verrebbe da calcolare il numero 2 a numeratore, E NON ANCHE A DENOMINATORE ed invece, emerge dal conteggio della derivata, che il numero 2 è anche a numeratore. Si guardi il foglio allegato numero due;
d) il secondo problema che s’incontra riguarda l’elevazione a potenza dei fattori di produzione in fase di risoluzione della derivata. Spesso si resta a disagio con quell’elevazione in negativo che partendo dall’elevato a un mezzo diventa meno un mezzo. L’arcano è facilmente spiegato. Nella derivazione serve fare l’1/2 – 1. Si prega di seguire il raginamento nel foglio allegato 1.Â
FOGLIO DI CALCOLO 1
FOGLIO DI CALCOLO 2

NOTA A MARGINE NON MENO IMPORTANTE DI QUANTO QUI DESCRITTO NELLA SOLUZIONE DELLA DERIVATA DALLA FUNZIONE DI PRODUZIONE
Sulla questione del come chiamare il saggio marginale di sostituzione tecnico si registra una perversione linguistica di docenti maniacali che se non s’esprimono in lingua straniera percepiscono meno importante la loro cattedra. A scalare anche gli studenti che non sono più capaci di spiegare il concetto in lingua italiana limitandosi ad acronimi e parole straniere.
Il danno è notevole.
Il saggio marginale di sostituzione è SMS non in inglese come MRS.
Il problema risiede nel chi paga la consulenza e nel concetto che l’aziendalista-economista spiega in azienda.
Se chi s’esprime, il professionista, Â non si fa capire dal cliente NON viene pagato! E’ saggio spiegarsi bene, farsi capire e quindi anche farsi pagare.
L’uso di terminologia straniera nel “definire” concetti che si spiegano perfettamente in lingua madre, significa imporre una traduzione a chi ci ascolta, quindi sua distrazione e minore comprensione. Ne vale la pena per fare i “fighi” che parlottano in lingua straniera?
Scopri di più da Giovanni Carlini
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

