Christopher Clark è un ottimo ricercatore neozelandese, naturalizzato inglese, che ha scritto, tra i più volumi, ben 660 pagine per capire come sia stato possibile arrivare alla Prima guerra mondiale. L’argomento è solo apparentemente vecchio e scontato in quanto di testi sul primo conflitto ce ne sono, al momento pubblicati ben 25mila più il mio che ho scritto nel 2016.
Il concetto è semplice: la Prima guerra mondiale va considerata, a tutt’oggi la base per comprendere il mondo moderno. Il secondo conflitto rappresenta appena la prosecuzione del primo.
Nel primo evento bellico della storia moderna si formano diversi concetti che sono:
- il concetto di modernità; chi è moderno e cosa vuol dire esserlo (togliere alla parola Dio la “D” lasciando “Io” come nuovo protagonista solitario della vita);
- le masse protagoniste della storia, ormai considerate non più suddite bensì cittadini con diritto al voto;
- l’evoluzione dal solo socialismo-comunismo al concetto di Nazione ed appartenenza allo Stato. Quindi l’esperienza fascista-franchista-nazista e la maturità della democrazia che ad oggi, 2026 coinvolge appena la metà del pianeta Terra (va ricordato che oggi, la Cina comunista è una dittatura, quindi la Russia un’autocrazia nazionalista, l’India un governo autorevole e l’intero mondo arabo in un delirio pseudo religioso);
- a causa dell’elevato numero di morti maschili, il nuovo ruolo della donna nella società moderna modificando gli ultimi 50mila di storia nelle relazioni tra genere maschile e femminile. Un concetto tuttora del tutto sconosciuto a quegli Stati che non hanno vissuto il primo e secondo conflitto mondiale;
- le basi del consumismo quale modello di sviluppo (concetto del tutto criticabile però attuale);
- la trasformazione dell’eroismo e della passione umana in banale e sterile uso della tecnologia che è diventata, in quel conflitto, semplice e mortale. Un concetto profondo, in grado di darci un allarme sull’uso della cosiddetta “intelligenza” non umana (artificiale).
Sicuramente l’elenco delle modiche strutturali alla Storia, introdotte dal primo conflitto può proseguire.
Christopher Clark però si ferma su un punto, sottolineando un errore già commesso da altri (Margaret McMillan nel testo “1914 Come la luce si spense sul mondo di ieri”).
Lo sbaglio è considerare la guerra, lo scontro militare come un fatto estraneo alla Storia.
Si tratta di una errore che uno storico non può permettersi.
Lo studio del testo di Clark prosegue.
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