Christopher Clark e la responsabilità serba nell’apertura del conflitto relativo alla prima guerra mondiale. Lo studio di questo scontro, tutto occidentale, si rivela sempre più stupefacente!
Oltre a ricordare che sono stati pubblicati 25mila libri dedicati al tema (lo afferma Clark nel suo libro qui a commento “I sonnambuli“) ciò che lascia perplessi come lettori è che ogni testo, gradevole o meno, e molti non sono affatto piaciuti, aggiunge qualcosa in più alla precedente conoscenza.
L’aggiunta, per quanto riguarda Christopher Clark è quest’attenzione alla Serbia nelle responsabilità per l’apertura della guerra con l’Impero austriaco.
Ovviamente la Serbia come popolo e governo non ci fanno assolutamente una bella figura!
Il grande problema che s’osserva nello studio della posizione serba in “quell’angolo della Storia” è l’odio viscerale. C’è in quella popolazione e Governo, almeno per allora, ma non pare sia cambiato alla luce dei fatti degli anni Novanta, una percezione della politica nazionalista così intenso da tradursi in crimine efferato contro le persone.
Si tratta di qualcosa di “spaventoso”. Ecco spiegato come mai negli anni Novanta, nei Balcani, i serbi sono stati ancora capaci di violenze inaudite contro gli albanesi del Kossovo e i Bosniaci! Probabilmente c’è una patologia comportamentale deviante, un’ossessione per il nazionalismo, in Serbia, che formatosi alla fine dell’Ottocento, prosegue ancora nei giorni nostri.
Il libro di Christopher Clark esordisce con una data: 11 giugno 1903.
28 ufficiali dell’esercito serbo, capitanati da un fanatico sul quale ci si dovrà tornare sopra quale oggetto di studio della violenza patologica, il cui nome è Dragutin Dimitrijevic, soprannome “Apis” fanno a pezzi, letteralmente e fisicamente a brandelli, sia il Re Alessandro sia la regina Draga Masin. I fatti avvengono a Belgrado, capitale del Paese.
A parte il fatto che la coppia regnante non fosse amata dalla popolazione e raccogliesse troppi difetti, tra cui una Regina troppo disinvolta sessualmente sia prima sia successivamente all’incoronazione, la loro “frantumazione” lascia perplessi. In effetti il Dimitrijevic non partecipò all’azione di squartamento dei cadaveri perchè ferito nell’attacco al palazzo reale, ma fu lui a caricare d’odio i suoi ufficiali di cui uno, arrestato dagli austriaci, aveva con se un pezzo di seno della Regina come ricordo dell’azione svolta.
Christopher Clark e la Storia.
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