Caporetto 1917 la fine di una mentalità disinteressata al singolo cittadino considerato appena suddito. All’entrata in guerra, l’Italia aveva una popolazione del 2% in grado di leggere il quotidiano e capirlo. Il governo liberale che s’è instaurato nel nostro Paese in epoca risorgimentale è rimasto borghese nel senso d’apparenza di classe, ovvero non interessato al singolo.
A parte il fatto che è necessaria un’analisi critica dello stesso risorgimento, atto di casta per giovani borghesi annoiati dallo spirito romantico e scapigliato che si sono avventurati nella “politica”. A quell’epoca fu un bel pensiero “l’Italia unita” e si perseguì come sfizio riempitivo della vita.
In realtà l’unificazione dell’Italia in una Nazione unica, prelevata da molte e diverse realtà, sarebbe dovuta avvenire progressivamente e non quale atto politico ma economico, culturale, sociale, monetario e solo successivamente unificante. In questo modo non ci sarebbe voluto solo dal 1820 al 1870 (50 anni) ma probabilmente il triplo del tempo collocando l’unità del Paese al 1970. Ma tutto ciò significherebbe riscrivere la Storia.
Tornando a Caporetto 1917 la fine della mentalità liberale, significa che il fronte crollò di schianto alla pressione tedesca ed austriaca perchè i soldati non ebbero nulla di difendere. L’Italia non era la loro Nazione. Si trovavano a militare in un esercito che non gli apparteneva.
Certo i disertori furono giustamente giustiziati e così anche chi s’arrese morì di fame nei campi di prigionia austriaci, ma questi soldati erano forse italiani o siciliani, campani, pugliesi con nulla a che spartire con l’Italia?
Ecco ciò che non suggerisce e neppure spiega il libro “Caporetto” d’Alessandro Barbero appena letto e qui più volte commentato.
Caporetto fu del 1917. Già 2 anni dopo con i Fasci di combattimento a Milano nacque il movimento poi partito Fascista. Unitamente a Cattolici, socialisti e comunisti, già attivi sulla piazza, si formarono i partiti di massa. Giolitti, Uomo dell’Ottocento, non potè capire e quindi neppure gestire questa trasformazione perchè liberale!
Caporetto 1917 va riletto e studiato nella prospettiva dell’affermazione della personalità del cittadino e quindi della sua voluta partecipazione alla Nazione. Un concetto che il Governo liberale d’allora e la Corona non recepirono e quindi scomparvero dalla Storia chi prima chi successivamente.
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