Brexit e nazionalità, significa che il recente referendum britannico indica il riemerge del senso nazionale mai sopito. Del resto cosa ci lega, attualmente a francesi e tedeschi se non la sola economia?

Brexit e nazionalità sono da considerare causa e l’effetto. Troppo rapidamente, in epoca globalizzata, ci si è voluti dimenticare del concetto di Nazione. Concetto rispolverato per risolvere la crisi subprime. A dispetto della globalizzazione e di ogni crisi, lo Stato resta un punto di riferimento. Aver voluto “unire” gli europei sul piano economico anzichè quello politico, ha rappresentato il fallimento della Ue. Francamente cosa ci lega a un francese? Quali aspetti linguistici e culturali sono vicini a noi da un tedesco? L’assenza della Carta costituzionale europea ha definito la confusione tra chi sia “l’europeo”. Oggettivamente non esistono, ad oggi, europei. Al contrario ci sono spagnoli, francesi e così via. In un quadro di questo tipo non poteva non emergere Brexit! 

Brexit e nazionalità significa che la democrazia torna a confermarsi in Occidente. In effetti, il vero collante dell’Occidente è la democrazia. Oggettivamente oltre la democrazia c’è anche la religione cristina che ci unisce a dispetto della Ue che non l’ha considerata. Quindi in Europa abbiamo sicuramente politica e religione in comune. Sul piano economico, quindi finanziario e industriale, si può parlare d’integrazione, ma non di un effetto unificante. Ovviamente l’Europa non esiste sul piano linguistico. Manca l’integrazione scolastica e nelle istituzioni. E’ completamente assente la forma politica europea se non limitata al concetto di democrazia.

In una situazione di questo genere Brexit e nazionalità significa il ritorno alla migliore tradizione europea.