Benvenuta Signora Meloni,

era attesa ed è rispettata. Finalmente ha raggiunto il Suo ed anche nostro desiderio.

Grazie per la Sua costanza e dedizione alla causa di una Nazione affinché si senta più cosciente di se stessa.

La precedente gestione, quella di sinistra, che ha voluto e permesso gravissime violazioni (tradimenti) della Costituzione della Repubblica, attraverso l’incarico a non eletti da nessuno come Capo del Governo, ha volutamente diluito e sciolto il senso nazionale con immigrazione e soggezione all’Unione Europea. A Lei, Signora, chiediamo di ristabilire un concetto: per essere europei si è prima appartenenti a qualcosa, a una comunità, una Nazione, uno stile.

Per quanto riguarda il nostro Paese è necessario prima sentirsi italiani e solo dopo, forse, si può anche essere “europei”.

Si tratta di un cambio d’impostazione rispetto ai Governi diretti da non eletti da nessuno (in corso dal 2011).

In realtà lo sciogliere l’Italia dentro e pro-Ue (non pro Europa perchè questa è una realtà composta da 45 Stati mentre l’Ue da 26) cela il tentativo per diluire l’ingente debito pubblico tra i conti degli altri Stati. In pratica “siamo” europeisti perchè schiacciati da un debito fallimentare per lo Stato Italiano. Un debito che nessuno in Italia ama definire: fallimento della Repubblica Italia per eccesso d’indebitamento sul PIL.

Il cambio d’esecutivo è in grado di modificare la situazione debitoria dello Stato Italiano ed è per questo che è benvenuta la Signora Meloni.

La soluzione risiede nella cessione a privati del demanio dello Stato. Significa che resti in servizio quello che è usato, ma ceduto quanto abbandonato, in sovrannumero o lasciato alla gestione non necessaria. Solo a Milano ci sono ben 7mila appartamenti (tra sfitti ed occupati) del demanio che possono essere ceduti/venduti a chi ci abita. Perchè non agire in tal senso come già suggerito da Tremonti e La Russa anni fa?

Possibilmente, senza particolati speculazioni, è possibile nell’interesse dello Stato, snellirlo? Benvenuta Signora Meloni.